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Rassegna stampa 8-14 novembre 2004

Milano-Operazione antidroga, 31 arresti

Il Giorno 9/11/2004

Dalle prime ore dell'alba polizia di Stato e polizia municipale di Milano stanno eseguendo 31 ordinanze di misure cautelari nei confronti di 23 cittadini residenti a Milano ed altri 6 a Genova, Bergamo, Padova, Sassari, Modena, Biella.

L'operazione rientra nell'indagine scattata nell'agosto del 2003 riguardante lo spaccio ed il consumo di 'pasticche' di ecstasy, coordinata dal sostituto procuratore Frank Di Maio e condotta dalla Polizia di Stato della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura di Milano e la Sezione Problemi del Territorio della Polizia Municipale di Milano.

Circa 300 gli uomini impegnati nell'operazione condotta in locali pubblici vicini alla Stazione Centrale del capoluogo lombardo e supportata da accertamenti fiscali. Venti le perquisizioni effettuate durante le quali sono stati scoperti un laboratorio clandestino, alcune pasticche di ecstasy ed un chilo di cocaina.

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SICUREZZA: SICILIA, AL VIA CORSO FORMAZIONE INTERFORZE
 
Palermo (Adnkronos 9/11/2004) -
Al via in Sicilia il corso di formazione interforze relativo alla sicurezza. Il progetto si chiama 'Polizia integrata' ed e' realizzato grazie ai fondi del programma operativo nazionale sulla sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia. I fondi a disposizione ammontano a circa 2 milioni di euro, finanziamento che oltre la Sicilia riguarda le regioni del meridione: Campania, Calabria, Puglia e Sardegna. In Sicilia sono stati attivati 26 corsi a cui parteciperanno 25 uomini provenienti da polizia, carabinieri, finanza, polizia municipale e provinciale, per un totale di 650 operatori.
(Apa/Pe/Adnkronos)
09-NOV-04  11:45
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Roma-Vigile in servizio scopre la morte del figlio

L'uomo si era recato sul luogo di un incidente per i rilevamenti di rito. Quando è arrivato, la tragica scoperta: il ragazzo deceduto era suo figlio. Il ragazzo era in moto quando si è scontrato frontalmente con un'auto.

www.romaone.it 13/11/2004

L'uomo si era recato sul luogo di un incidente per i rilevamenti di rito. Quando è arrivato, la tragica scoperta: il ragazzo deceduto era suo figlio. Il ragazzo era in moto quando si è scontrato frontalmente con un'auto

Era a pochi metri da casa sua: per questo la scorsa notte il vigile urbano di Roma si è recato sul luogo dell'incidente, anche se non si trovava nella sua zona di competenza, scoprendo che la vittima era suo figlio Simone. Ulisse, questo il nome dell'agente della polizia municipale di Roma, aveva un turno di lavoro notturno ma era stato assegnato al controllo radio in ufficio: non avrebbe dovuto quindi essere di pattuglia.
''Ma mostrando la sua consueta disponibilità - spiega uno dei colleghi che era con lui la notte scorsa quando ha scoperto il figlio a terra privo di vita - si è offerto per andare di pattuglia''.
''Ulisse - spiegano i colleghi dell'VIII gruppo di Polizia municipale di Roma - è uno dei nostri uomini di punta della sezione. E' tra i più bravi e più scrupolosi soprattutto, ironia della sorte, per il rilievo tecnico degli incidenti stradali e la sua pattuglia è stata la prima a dirigersi, dopo la segnalazione, sul luogo del sinistro dove purtroppo Ulisse ha scoperto che vittima dell'incidente era proprio suo figlio''. ''E' stato terribile - racconta uno dei vigili che era con Ulisse la scorsa notte - quando ha capito che quel ragazzo li' a terra era il figlio, ha comunque mantenuto sangue freddo e abbiamo chiamato immediatamente i soccorsi''.
L'abitazione del vigile urbano è da questa mattina meta di un incessante pellegrinaggio di colleghi e amici dell'agente di polizia municipale, tra cui il comandante del gruppo Antonio Di Maggio.
La moto con a bordo Simone si è scontrata quasi frontalmente con un'autovettura guidata da una automobilista affetto da handicap che stava accompagnando un sacerdote ed era diretta sulla via Appia. Secondo quanto si è appreso uno dei due veicoli sarebbe passato con il semaforo rosso prima dell'impatto.
E in mattinata la famiglia di Simone ha ricevuto la visita di Walter Veltroni. Il sindaco ha voluto di persona dare le sue condoglianze all'uomo che ha scoperto la morte del figlio intervenendo sul luogo dell'incidente. Il Campidoglio si sta occupando anche di organizzare i funerali del giovane.
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Cisal "condannata". La Fiadel ha ragione

Dal 15 al 18 elezioni per le Rsu negli enti locali.

Il Gazzettino 13/11/2004

(e.t.) Già sotto il caldo di giugno la Fiadel veneziana (primo sindacato in Vesta) aveva risposto che del commissariamento della Cisal se ne faceva un baffo. Dalle battute ai fatti non è passato molto: la Fiadel nazionale e tutte le federazioni regionali e provinciali hanno fatto ricorso al Tribunale civile di Roma che, proprio due giorni fa, ha dato loro ragione con una sentenza che non lascia ombra di dubbio: «Ordina alla Cisal Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori di ritirare tutti gli atti di commissariamento... e di astenersi da ogni attività comunque inerente alla vita associativa ed alla rappresentanza di tutte le federazioni Fiadel, nonché a ritirare ogni atto comunque inerente ai poteri di designazione presso qualsiasi sede od organo... e ad astenersi da ogni ulteriore atto in materia».

Tutto nasce dalla decisione della Fiadel nazionale, presa lo scorso giugno, di recedere dal vincolo associativo con la Cisal perché riteneva che fossero venuti meno i presupposti di piena autonomia e salvaguardia. La diatriba sta tutta qui: la Cisal considera la Fiadel parte di sè, la Fiadel invece sostiene di essere una «associazione di associazioni che godono della più ampia autonomia organizzativa, finanziaria, amministrativa e contributiva» che, tra l'altro, ha anche costituito assieme ad altre il Csa, ossia Coordinamento sindacale autonomo in particolare nel comparto Regioni autonomie locali.

La Cisal reagì alla rescissione con il commissariamento e, a Venezia, commissario era stato nominato Mayer Bona che decise di sospendere Maurizio Contavalli, vera anima della Fiadel, il sindacato che negli ultimi tempi è stato tra i protagonisti di tutte le battaglie dentro Vesta. La Cisal, tra l'altro, spedì anche una serie di lettere raccomandate a tutti gli interessati (Ufficio del Lavoro, banche... ) per sostenere che i fuoriusciti non avevano più diritto ad usare la sigla, il nome e i conti bancari di Faile-Fiadel.

La decisione del Tribunale di Roma è stata presa d'urgenza perché dal 15 al 18 novembre si terranno le elezioni per il rinnovo delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) degli enti locali (Regione, Provincia, Comuni... ), e un po' in tutta Italia la Cisal aveva presentato liste che Fiadel considera abusive.

Ora tutti gli iscritti e i dirigenti di Fiadel sono impegnati a far riammettere le liste del Csa ingiustamente escluse e a garantire i diritti dei propri iscritti e dei lavoratori in genere. La Fiadel chiederà anche i danni economici e di immagine subiti a causa di questa diatriba.

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Milano-«Aiuto, mia nonna si gioca tutto al videopoker»
Corriere della Sera 13/11/2004
Nipote chiama i vigili che sequestrano due macchinette istallate in una lavanderia di piazzale Gabrio Rosa

Doveva soltanto lavare un paio di lenzuola. È rimasta intrappolata dalla febbre del gioco, che giorno per giorno le stava rosicchiando tutti i risparmi. «Mia nonna sta buttando via la pensione, sono disperato». In che modo? «Ai videopoker, maledette macchine». Ma dove sono? «In lavanderia. Strano? Invece è proprio così». Il grido d'aiuto è di un ragazzo sui vent'anni. Arriva al centralino della polizia municipale ieri mattina, intorno alle 10. Il funzionario rimane a bocca aperta: «Videopoker in lavanderia?». «Ha capito bene», conferma il giovane. Scattano le verifiche. Pochi minuti dopo una pattuglia del reparto Annonaria entra in un locale di piazzale Gabrio Rosa. Il proprietario, marocchino, è un maestro del business multilevel: nel senso che accanto ai telefoni per le chiamate internazionali ha sistemato lavatrici e centrifughe. Phone center e lavanderia, due in uno, tutto alla luce del sole con tanto di licenze e carte bollate. Gli affari, nello stesso spazio, hanno però anche un'appendice illegale e «viziosa»: un paio di macchine da videopoker. È a causa di questa contaminazione che iniziano i guai dell'anziana donna. Qualche mese fa entra in lavanderia con indumenti e lenzuola. Nota le macchinette. Si incuriosisce. Il gestore la incoraggia: «Provi, così, tanto per ingannare l'attesa, pochi spiccioli per passare il tempo e magari porta anche a casa qualcosa». Racconta il nipote allarmato alla polizia municipale: «Per i primi tempi mia nonna giocava soltanto mentre aspettava che la lavatrice facesse il suo lavoro. È stata ingannata: all'inizio devono averle fatto vincere delle piccole somme, per invogliarla a continuare. Poi è iniziato il calvario». La pensionata entra ed esce dalla lavanderia per settimane e settimane, ogni giorno, anche se non ha più nulla da lavare. «Una progressione infernale», racconta il nipote, che in breve tempo la porta a sperperare più di 1.500 euro. La donna consuma l'intera pensione, inizia ad attingere ai risparmi. Il nipote prova a trattenerla, farla ragionare, spiegarle, ma alla fine non ha altra scelta: telefona alla polizia municipale e denuncia. «Non ci era mai capitato — spiega il responsabile della polizia Annonaria, Riccardo Perini — di trovare delle macchine da videopoker abusive in esercizi del genere. Questa storia ci spingerà a fare altre verifiche». Il gestore della lavanderia non ha le licenze per tenere i giochi. I vigili lo denunciano e lo multano. Le due macchine vengono sequestrate.
Gianni Santucci

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